Vai al contenuto
Home » Blog » ROMA PRIDE 2025

ROMA PRIDE 2025

Sabato 14 giugno il Checkpoint Plus Roma sfilerà al Roma Pride con la campagna “Goodbye Paranoia!”, un’idea giocosa per parlare di piacere sessuale e prevenzione. Sul tabellone delle paranoie lettere disposte a caso compongono parole legate al sesso e ai suoi taboo in base alla percezione selettiva di chi guarda.

Ma oltre al gioco e alla sensibilizzazione, ci sarà spazio per urlare le nostre rivendicazioni, in un anno cruciale per le lotte della comunità LGBTQIA+.

Ci battiamo contro le scelte scellerate dell’amministrazione statunitense, che con la sospensione dei fondi PEPFAR sta lasciando milioni di persone con Hiv senza terapia e sta affossando anni di ricerca, con conseguenze che potrebbero essere catastrofiche non solo in termini di vite umane, ma di recrudescenza dell’Hiv. Un recente studio pubblicato su “The Lancet Hiv” ha stimato che nei Paesi a basso e medio reddito le riduzioni degli aiuti internazionali, sommata all’interruzione del sostegno al PEPFAR, potrebbe causare tra 4,43 e 10,75 milioni di nuove infezioni da HIV e tra 0,77 e 2,93 milioni di decessi correlati all’HIV tra il 2025 e il 2030 rispetto allo status quo. Quindi Goodbye obiettivi Unaids 2030!

Chiediamo a gran voce la rimborsabilità della PrEP long-acting, per non lasciare nessunə indietro. Uno strumento potente, che prevede una iniezione ogni due mesi e migliora l’aderenza alla PrEP soprattutto nelle popolazioni più vulnerabili. Aifa ha approvato il farmaco, ma non essendo rimborsabile è in un limbo di inutilizzabilità. Eppure parliamo di uno strumento efficace per chi non tollera la PrEP orale, per chi fa chemsex, per le donne, per chi fa sex work e per chiunque viva lo stigma della PrEP.

Vogliamo l’approvazione in parlamento della proposta di legge 218, o legge “D’Attis”, già approvata all’unanimità in Commissione Affari Sociali nella scorsa legislatura e oggi ancora lasciata lì a marcire. Una legge fondamentale che regola la prevenzione delle IST e mira a sostituire la legge 135/90, un’ottima legge ma ormai datata. La nuova legge infatti mette a frutto anni di esperienza clinica, scientifica e community based per ridisegnare completamente la normativa a riguardo. Una legge che finalmente prende atto di un’evidenza scientifica acclarata: l’HIV oggi è un’infezione cronica come molte altre e la qualità e durata della vita di una persona con HIV che assume regolarmente la terapia prescritta è la stessa di una persona che non ha l’HIV. Per questo il cuore pulsante della legge sono la prevenzione, la formazione del personale medico e la formazione nelle scuole.  E soprattutto attesta quanto siano fondamentali i checkpoint come strumento capillare per counseling e test rapidi. 

Pretendiamo maggiore qualità di vita delle persone che vivono con Hiv, attraverso un approccio alla cura incentrato sulla persona. Come abbiamo già detto, le moderne terapie antiretrovirali permettono alla persona con Hiv un’aspettativa di vita pari a quella della popolazione generale, ma non sempre questo significa anni in buona salute: spesso le patologie legate all’invecchiamento si presentano con alcuni anni di anticipo, e per garantire qualità di vita serve un accesso semplificato agli screening di prevenzione, la promozione di uno stile di vita sano e l’empowerment attraverso il supporto alla pari, che non può essere affidato solo all’iniziativa volontaria di poche associazioni.

Lottiamo per un’approccio alla salute sessuale basato sul piacere, che includa anche le donne cisgender, le persone transgender e le persone non-binary. Da una recente survey condotta dallə amicə del Brescia Checkpoint in queste popolazione emerge che il 56% delle persone che hanno risposto non ha fatto un test Hiv negli ultimi due anni, e il 72% di chi l’ha fatto non ha ricevuto informazioni sulla PrEP. Da ciò emerge quanto l’accesso alla prevenzione non sia ancora equo, ma fortemente condizionato dal privilegio.