
Caro Simone Alliva,
in questa lettera non entreremo nella querelle plagio che occupa gran parte dei social in questi giorni, di cui ci interessa veramente poco. Alla nostra associazione però interessa il tema del chemsex, su cui lavoriamo da anni per conoscere meglio il fenomeno e la sua evoluzione nel tempo e disseminare consapevolezza.
Proprio per questo a noi interessa il contenuto del libro “Vertigine”.
In “Vertigine” parli di chemsex e di fenomeni oggetto di studi sociali come l’omonegativita interiorizzata e la salute mentale delle persone lgbtqia+, e poteva esssere un’occasione per rendere più fruibili al grande pubblico tematiche complesse, appannaggio del mondo accademico. Occasione perduta a nostro avviso, visti i toni allarmistici e sensazionalistici, che rischiano di farci sentire ancora una volta sbagliatə.
Il Chemsex è un fenomeno complesso, trasversale, che può essere estremamente problematico, un fenomeno fatto di persone che hanno bisogno di mantenere la loro dignità. Di chemsex ne dovrebbe parlare chi lo vive, lo studia, chi si ne occupa, come ha fatto per anni, con coraggio e generosità, il nostro caro Giulio Corbelli, di cui restituisci un racconto autentico e per questo ti ringraziamo.
Questa non vuole essere un’accusa ma un’occasione di dialogo: ti invitiamo a dialogare con noi per avere una visione globale e più completa del chemsex, sia per una questione personale, sia per futuri lavori.
Lə ragazzə del Checkpoint Plus Roma

