lettera al grinch

Carə Grinch,
quest’anno ti scriviamo una lettera con qualche giorno di anticipo.
Se infatti tradizionalmente le feste natalizie iniziano l’8 dicembre, per moltə di noi l’atmosfera natalizia si respira già qualche giorno prima, negli eventi che fioccano ovunque per il primo dicembre, il World Aids Day. Eventi pieni di aria contrita e buoni propositi, cori rainbow, candele e fiocchi rossi (gli stessi già tirati fuori per il 25 novembre, interscambiabili), e preservativi per porre fine alla pandemia.
Il primo dicembre è sempre preceduto dal numero di novembre del Notiziario dell’Istituto Superiore di Sanità, che con la sua orrenda copertina verde ci aggiorna sulle nuove diagnosi di Hiv dell’anno precedente. Nel 2023 le nuove diagnosi in Italia sono state 2349, con il 60% di diagnosi tardive, con Roma e il Lazio in testa alla classifica dell’incidenza.
Carə Grinch, ti risparmio la sfilza di numeri e percentuali, puoi trovarle su tutti i profili e siti di associazioni e attivistə.
Ma veniamo a noi.
Per questo Natale abbiamo una lunga lista di desideri: speriamo tu possa aiutarci a esaudirli, se non tutti almeno qualcuno.
Un approccio alla salute sessuale basato sul piacere!
E che cos’è? A saperlo!
Partiamo da cosa non è. Spesso le persone non accedono ai test per paura di essere giudicate, o perché non vogliono sorbirsi la paternale da parte del medico di turno. Spesso non facciamo tutti i controlli opportuni, per il semplice fatto di non avere davanti una persona con cui sentirci liberə di parlare di tutto, ma proprio di tutto quello che facciamo a letto. Il risultato è che le persone non smettono di fare sesso, perché il sesso è bello, è una forza talmente potente che è sopravvissuta ai tempi bui dell’AIDS e continuerà ad avere sempre più follower.
E quindi?
Iniziamo a parlare di salute sessuale in maniera gioiosa, liberandoci da pregiudizi e stereotipi, mettendo su luoghi e progetti in cui parlare liberamente di pratiche sessuali, chemsex, sex work. Se le persone fanno certe cose non è perché sono sporche e cattive, ma perché ne ricavano piacere, e se ci sono rischi connessi facciamo in modo di ridurli.
PrEP per tuttə!
Nonostante la PrEP sia rimborsabile, questo strumento non è distribuito in maniera omogenea sul territorio nazionale, e gode ancora di tanti pregiudizi anche all’interno delle comunità che più ne hanno bisogno. “E le altre malattie?” gridano spesso medicə, infermierə e brave ragazze che non prenderanno mai l’Hiv, e quando hanno contratto la clamidia si sono punitə con mesi di astinenza.
Ma anche nelle grandi città l’accesso alla PrEP è discontinuo e trova ancora molte barriere, come lunghe liste d’attesa, farmaci razionati (una scatola al mese, costringendo le persone a recarsi troppo spesso in ospedale), scarsa informazione per le donne e gli uomini etero.
Lunga vita, in salute, alle persone con Hiv
Grazie ai farmaci efficaci di Hiv non si muore più, con il risultato che molte persone invecchieranno con Hiv. Ma come invecchiano?
Nelle persone con l’Hiv si osserva la comparsa di patologie legate alla vecchiaia con un anticipo di circa 15-20 anni, legate alla costante immunoattivazione, perchè anche se la viremia è undetectable il sistema immunitario comunque è in stato di allerta.
Si può fare qualcosa?
Certo che sì, ma se i pazienti vedono lə propriə infettivologə mezz’ora ogni sei mesi, diventa difficile. Si può agire sullo stile di vita e sulla prevenzione, attraverso screening periodici legati alle caratteristiche e alla storia clinica e familiare della persona. E soprattutto servono dati di real life, che si possono ricavare solo se si ascolta davvero l’opinione dellə pazientə attraverso strumenti come questionari periodici e test.
U=U, questə sconosciutə!
No, Grinch, non è il tuo mugolio di piacere quando rovini le feste a qualcunə. U=U è il poco comprensibile modo per comunicare che le persone con Hiv in terapia efficace non trasmettono l’infezione, anche nei rapporti sessuali senza preservativo. Avremmo potuto fare di meglio, possiamo ancora fare di meglio per veicolare questo concetto.
Già, perché non basta che una verità sia scientifica per essere accolta, la coltre viola che ancora avvolge le persone con Hiv non si può disperdere in poco tempo, servono campagne efficaci che non parlino solo alla testa, ma anche ad altri organi.
Serve l’arte, il sentimento, l’amore!
WPD, la giornata mondiale del piacere!
Lasciamo al World Aids Day il compito di ricordare le vittime della pandemia, ricordiamo davvero le persone che ci hanno lasciato, che hanno sofferto non solo le atrocità della malattia, ma anche l’indifferenza, la paura, il rifiuto di amici e parenti. E non usiamo questo ricordo per terrorizzare le persone, ma per liberarci dai fantasmi e fare pace con il passato.
Istituiamo la giornata mondiale del piacere, costruiamo una educazione sessuale e una cultura della prevenzione basata sul piacere, che accolga il desiderio, la gioia, che porti una profonda e autentica libertà sessuale. Per essere davvero liberə di godere!

